Acquistare un titolo derivato per avere la possibilità di comprare o vendere a un prezzo stabilito e ad una data prefissata l’attività sottostante, che in genere è rappresentata da un certo numero di azioni. Questo, in breve, è il meccanismo che sta dietro ai covered warrant. Oltre alle azioni, a fare da sottostante possono anche essere indici, valute o commodity. Nel nostro Paese soltanto le società che rientrano nel perimetro di vigilanza della Banca d’Italia, quindi le banche, possono negoziare questi titoli. Al momento sono oltre 3.000 quelli quotati a Piazza Affari.

Una scommessa sulla crescita di un titolo: i call warrant
Se riteniamo che un titolo crescerà nei prossimi mesi, ma non vogliamo correre il rischio di acquistarlo direttamente, possiamo comprare un call warrant: se il sottostante dovesse effettivamente aumentare, l’effetto leva poterebbe a un’amplificazione del rialzo. In questo caso il nostro guadagno sarebbe definito dalla differenza tra il valore del sottostante al momento in cui scatta la data prestabilita e il prezzo che abbiamo pagato per quel sottostante. Nel caso in cui la scommessa sia stata sbagliata e il valore del titolo scenda, si perderebbe soltanto il premio pagato per acquistare il warrant. In teoria, sarebbe comunque una cifra inferiore rispetto al caso in cui siano stati acquistati direttamente i titoli sottostanti.
 
Una scommessa al ribasso: il put warrant
Se invece immaginiamo che il valore di un determinato titolo subirà una contrazione, anziché rischiare di vendere allo scoperto e andare così incontro a grosse perdite nel caso di una previsione sbagliata, possiamo comprare un covered warrant di tipo put. Così paghiamo per avere il diritto di vendere il sottostante a un prezzo e una data prestabiliti. In questo modo se il valore dei titoli dovesse essere più basso del prezzo che abbiamo indicato nel contratto, la differenza sarebbe il nostro guadagno (al quale andrebbe però sottratto il prezzo iniziale pagato per acquistare il warrant). Se però le oscillazioni dovessero essere inferiori o contrarie rispetto alle nostre previsioni, anche le perdite sarebbero amplificate.
 
Altri vantaggi legati ai covered warrant
Questi strumenti possono anche essere utilizzati per “coprire” determinate azioni che si hanno nel portafoglio titoli o anche il portafoglio stesso. Se per esempio ci attendiamo un ribasso del mercato energetico e nel nostro portafoglio abbiamo molti titoli energetici, possiamo comprare un covered warrant put che segua quell’indice di mercato, in modo da equilibrare eventuali perdite sul fronte del portafoglio con la crescita del valore del nostro warrant. Inoltre i warrant mi consentono di investire in alcuni mercati esteri che non hanno grande facilità di accesso evitando le commissioni che in genere vengono richieste. I vantaggi, come si può vedere, sono numerosi.