Il tempo è il loro migliore alleato, l’attesa il loro punto forte. Per i fondi sovrani i momenti di turbolenza, incertezza e alta volatilità dei mercati non sono fonte di panico, come invece capita alla maggior parte degli investitori. Avevamo già parlato in un articolo precedente del ruolo di stabilizzatori dei fondi sovrani, che possono essere di aiuto anche per gli altri player sul mercato.

L’importanza di poter sfruttare la liquidità
Nessuna scommessa, nessuna scelta rischiosa e azzardata. Il panico che ha investito le principali piazze finanziarie (ricordiamo che la maggior parte degli analisti aveva preso posizioni che puntavano alla vittoria del no il giorno prima del referendum) non ha particolarmente turbato i fondi sovrani.
Come abbiamo già spiegato, i fondi sovrani sono creati da quei Paesi che hanno grandissima disponibilità di liquidità come Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Singapore, Malesia, Kuwait, Cina. Una parte di questa liquidità viene quindi destinata a mercati azionari e obbligazionari ma, non essendo investitori “classici”, hanno un orizzonte di investimento di lungo periodo.
 
La Brexit non fa paura
Ciò significa che possono adottare strategie attendiste in ogni fase di mercato e acquistare vari asset o società in modo tattico al momento giusto, cioè quando i mercati hanno maggiore bisogno di liquidità. Per esempio se il mercato immobiliare sta scendendo molto, questi fondi possono attivarsi per fare shopping nonostante non abbiano reale necessità di immobili. Ma nel giro di 20 o 30 anni è molto probabile che il loro investimento diventerebbe vincente. Potrebbe essere il caso di Londra: con la sterlina ai minimi da oltre 30 anni e le incognite legate alla Brexit potrebbe essere il momento giusto per acquistare.
Bisogna tenere conto che in questo periodo molte società di asset management hanno deciso di abbassare la propensione al rischio e interrompere momentaneamente le attività di trading sui fondi immobiliari. Non tutte però e questo fatto lascia aperti spiragli interessanti per chi monitora il mercato.
 
I fondi sovrani valgono quasi 5mila miliardi di dollari
L’Università Bocconi ha presentato a giugno il suo Sovereign Annual Report 2015 del Sovereign Investment Lab (Sil), nel quale si legge che il 2015 è stato un anno di crescita degli investimenti per i fondi sovrani: in totale il capitale investito ha raggiunto uno stock di 4.978 miliardi di dollari, con un aumento di 25,5 miliardi sul 2015. E questo nonostante il crollo del prezzo del petrolio, che rimane la principale fonte di introiti per la maggior parte dei Paesi che gestiscono i fondi sovrani.