I minibond sono uno strumento adottato di recente, nel 2012, per consentire alle imprese di diversificare le proprie fonti di credito. Gli elementi di base sono quelli delle obbligazioni, ma con alcune caratteristiche proprie. Che, in un mondo di rendimenti bassi, stanno attirando gli investitori. 

1. Che cosa sono i minibond
I minibond sono obbligazioni emesse dalle imprese. Come quelle degli Stati, vengono emesse in cambio di un prestito e puntano a ripagarlo con un tasso d’interesse. Anche gli elementi sono gli stessi: hanno una scadenza e fissano una cedola. Sono stati concepiti per aprire alle imprese un altro canale di credito diverso da quello bancario, in un periodo di forte credit crunch. Ma possono rappresentare anche un'opportunità d'investimento.
 
2. Differenze con le obbligazioni corporate
Anche prima del 2012 le imprese private potevano emettere titoli di debito: le obbligazioni corporate. Si trattava però di operazioni più corpose, utilizzate solo da banche e grandi società industriali. I minibond si rivolgono invece alle piccole e medie imprese, hanno prospetti informativi più snelli e non richiedono necessariamente un intermediario bancario.
 
3. Chi può emettere e sottoscrivere
Non tutti possono emettere minibond e non tutti possono sottoscriverli. Le imprese emittenti non devono essere necessariamente quotate né avere un rating. Devono però aver avviato l'attività da almeno due anni e fatturare almeno due milioni di euro. E devono aver sottoposto l'ultimo bilancio a  una società di revisione. I minibond, quindi, non dovrebbe essere uno strumento di emergenza ma di crescita. L'altro limite riguarda i sottoscrittori: al momento dell'emissione, i titoli sono riservati a investitori istituzionali e altri soggetti qualificati. Ma possono essere poi scambiati sul circuito Extra Mot Pro di Borsa Italiana.
 
4. Quanto vale il mercato
Nel secondo trimestre 2016, le emissioni sul mercato Extra Mot Pro sono state 177, per un controvalore di 6,8 milioni di euro. Le imprese emittenti hanno un fatturato medio di 90,7 milioni di euro. L'identikit del minibond ha un taglio di 9,1 milioni; scadenza di 5,7 anni; cedola annua del 5,40%, secondo il rapporto di Minibonditaly.it, con un rimborso bullet (cioè tutto a scadenza) nel 46% dei casi e con un piano di ammortamento nell'altro 54%.
 
5. Rendimenti e rischi
In un panorama globale di rendimenti negativi e obbligazioni statali ai minimi storici, i minibond possono rappresentare una strada interessante per diversificare i propri investimenti. Come sempre, però, occorre ricordare che a rendimenti maggiori corrispondono rischi maggiori. Rispetto a un bond pubblico, i titoli sono mediamente più volatili e meno negoziabili. Detto in modo chiaro: anche se le imprese emittenti devono dimostrare di avere un bilancio solido, in un orizzonte di medio termine è più probabile che fallisca un'azienda che non uno Stato.