La volatilità è un'elevata escursione dei prezzi. Ed è una parola con la quale i mercati stanno facendo i conti da tempo, con un'ennesima accelerazione nel periodo pre e post referendum sulla Brexit. Perché la volatilità si nutre di incertezza e ne genera altra. Può comunque essere governata, attraverso una gestione del portafoglio oculata, paziente, esperta. Le oscillazioni non devono invitare alla stasi ma modificare e definire la propria strategia tenendo conto di alcuni criteri.

1. Non solo obbligazioni - In un mercato azionario volatile, le obbligazioni rappresentano un porto più sicuro. Occorre però fare i conti con tassi ai minimi e rendimenti risicati. Può allora essere utile dare uno sguardo a quei titoli che meglio sopportano la volatilità. Dal 1990 a oggi, l’indice MSCI Low Volatility ha generato un rendimento medio annuo del 7,60%, superando l'indice MSCI World (che rappresenta il mercato globale dei Paesi Sviluppati), fermatosi  al 6,48%. Meno volatile, quindi, non significa necessariamente meno redditizio.

2. Diversificare - La regola vale sempre, ma diversificare in un momento di volatilità non è solo consigliabile: è imprescindibile. Investire, con criterio, in diverse asset class consente di mitigare i rischi di una eccessiva sovraesposizione in un singolo settore. E distoglie dalle mode del momento, riparando dalle escursioni di breve termine. 

3. Allungare l'orizzonte temporale - Obbedire alle logiche dell'immediato è un rischio. Per questo, accanto alla diversificazione, un modo per assorbire la volatilità è guardare avanti. Allungare l'orizzonte temporale. I periodi di crisi e di ampia volatilità passano, i buoni investimenti restano.

4. Essere pazienti - L'errore più grande che si possa fare ai tempi della volatilità è investire in modo emotivo, per eccesso o per difetto. Quando si verificano rapide oscillazioni, il panico può giocare brutti scherzi. Ma anche l'entusiasmo, conquistato da mode passeggere, a caccia di guadagni rapidi e facili, genera trappole.

5. Selezionare con cura – Essere pazienti non è così semplice. Anche perché il guadagno futuro può passare da titoli che si prevede si apprezzino (e che quindi possono sembrare poco appetibili a un primo sguardo). La scelta deve quindi passare dalle mani di un esperto del settore. Capace di individuare, all'interno di una strategia disegnata con l'investitore, titoli di qualità e dal prezzo conveniente. Il confine tra un affare e ciò che non lo è risulta spesso labile. E passa dalla capacità di cogliere le ragioni del prezzo: si tratta di un momento di debolezza o il problema è strutturale?