Come suggerisce il nome, l’indice Nikkei raggruppa le 225 società più importanti della borsa di Tokyo, quelle che in gergo vengono definite “Blue chip”. In questo caso, vale la stessa regola dell’italiano FTSE 100 o del francese CAC 40. Le azioni quotate al Nikkei 225 si dividono in 41 settori diversi, tra i quali tecnologia, meccanica, farmaceutica, food, beni strumentali, trasporti, utility, finanza, chimica.

La storia


L’indice è stato creato nel 1949 e la sua quotazione di partenza fu 100. In quasi 70 anni di vita è riuscito a raggiungere un massimo di 38.915 nel 1989 e oggi si aggira tra i 16.000 e i 17.000 punti.
Il nome deriva da un giornale: il Nihon Keizai Shimbun, quotidiano economico nipponico che pubblicava dati e andamento delle azioni durante i primi anni di vita del listino.
 
Un indice “equiponderato"
Ogni anno, a settembre, l’autorità di vigilanza controlla la composizione del Nikkei 225 e sostituisce i titoli delle società in flessione con quelli in salita. Per farlo, controlla il livello dei prezzi delle azioni, non la capitalizzazione in borsa. Per questo viene definito “indice borsistico equiponderato”, perché valgono i prezzi delle azioni, proprio come nel Dow Jones.
La maggior parte delle società quotate sono grandi gruppi internazionali, che hanno un impatto diretto sulla politica economica nipponica e sui suoi rapporti internazionali.

I titoli più importanti e i derivati
Diverse società quotate al Nikkei 225 non sono soltanto aziende locali, ma sono conosciute in tutto il mondo come Canon, Panasonic, Pioneer, Sony, Sharp, Fujitsu, Toyota, Mitsubishi, Honda, Mazda, Nissan.
Inoltre, su questo indice si basano molti prodotti finanziari derivati che vengono trattati in tutto il mondo. Troviamo per esempio futuresETFopzionifondi quotati. Oltre al Giappone ci sono altri Paesi che utilizzano ETF che replicano il Nikkei 225, come Italia, Svizzera Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Singapore.