Che cos’è il Market Timing?
In linea teorica il market timing è una strategia semplice e molto remunerativa: si gioca d’anticipo sul mercato, uscendo appena prima di un ribasso ed entrando appena prima di un rialzo. Peccato che in questo caso la teoria sia molto difficile da applicare in pratica e anche potenzialmente pericolosa. Perché un conto è avere una gestione attiva del proprio portafoglio, un’altra è assumersi dei rischi in base alle proprie intuizioni. Inoltre, è un meccanismo che può essere utilizzato nel breve termine, ma sul lungo termine è meglio adottare una valida strategia di asset allocation  o di stock picking, che significa selezionare attentamente i titoli da tenere e vendere.
 
Asset management o gioco d’azzardo?
Si può vedere il market timing come il gioco del blackjack. Devi sempre sapere quando fermarti e quando chiedere un’altra carta per battere il banco. Se non sei un giocatore professionista puoi fare un exploit in qualche mano, ma sul lungo periodo le tue speranze di vittoria si assottigliano. La questione è comprensibile con un semplice calcolo delle probabilità: la prima scelta, ovvero quando comprare, ha una probabilità di successo del 50% e con la seconda, la vendita, si scende al 25%. Più saranno le volte in cui si ripete questo metodo e più alta quindi sarà la possibilità di insuccesso.
 
Ne vale davvero la pena?
In un report americano è stato dimostrato che se un investitore avesse puntato su un fondo azionario Usa per 15 anni, tra il 1990 e il 2005, avrebbe chiuso questo periodo intascando un ricavo dell’11,5%. Nello stesso lasso di tempo, se invece questo investitore avesse scelto la strategia del market timing e avesse saltato solo i 10 migliori giorni di mercato, avrebbe guadagnato l’8,1%. A fronte di rischi di gran lunga maggiori.
 
Condizione: saper leggere l’andamento degli asset
Il market timing può rivelarsi una buona tecnica soltanto se si è in possesso di una straordinaria abilità di rielaborare una grande quantità di informazioni, scoprendo prima degli altri i fattori che possono influenzare l’andamento degli asset globali. Non proprio una cosa semplicissima, se si tiene conto che i trend dei mercati possono essere condizionati da moltissimi temi diversi. Inoltre, può accadere che la lettura in anticipo delle situazioni geopolitiche o economiche sia anche corretta, ma i mercati vadano nel verso opposto sulla scia dell’emotività di breve periodo, vanificando ogni sforzo di interpretazione da parte dell’investitore.
È stato provato da più studi che sul lungo termine l’andamento dei mercati ha un senso razionale e logico, ma nel breve termine può essere minacciato dall’euforia o dalla delusione del momento.
Meglio una gestione oculata e improntata ai margini sviluppati sul lungo periodo.