Il termine economia può avere diversi significati. Nella sua accezione più ampia, quando parliamo di sistema economico intendiamo tutta la rete di rapporti economici a livello internazionale che hanno come obiettivo il profitto e che si basano su produzione, consumo, scambio, massa monetaria, lavoro, risparmio e investimento. In un senso più ristretto però possiamo intendere tutte queste operazioni riferite a un Paese o a una regione.
 
Dagli USA al Congo
L’economia di ogni Paese è differente da quella di un altro, perché sfrutta le proprie caratteristiche. Per esempio l’economia italiana è fortemente orientata all’export ed è caratterizzata da molte piccole e medie imprese. Quella tedesca, per essere una delle più avanzate del mondo, ha un forte apporto al PIL annuo dall’industria, dove spiccano il settore automobilistico, siderurgico, elettronico e chimico. Quella inglese è caratterizzata dall’alta qualità dei comparti chimico, farmaceutico, aerospaziale, oltre ai servizi finanziari, dal momento che Londra è una delle piazze più importanti al mondo.
Dal punto di vista del “peso”, gli Stati Uniti sono il primo Paese al mondo per Prodotto interno lordo, con 18,1 trilioni di dollari, seguiti dalla Cina che si ferma a 11,2 trilioni. Al lato opposto della classifica invece troviamo il Congo con i suoi 32 miliardi di dollari.
 
L’economia di mercato
A determinare la grandezza e soprattutto la salute di un’economia sono le risorse naturali a disposizione, l’industria, la popolazione, la geografia, la cultura, la storia, le leggi, il sistema di governo. Il più comune sistema economico è l’economia di mercato e si fonda sull’assunto della libera circolazione delle merci a prezzi stabiliti dall’equilibrio di domanda e offerta, che permette di distribuire in maniera efficiente le risorse.
Questa autocorrezione dei mercati si può facilmente capire con un esempio: se c’è alta domanda di acciaio e manca l’offerta, il prezzo di questo asset salirà perché le persone saranno disposte a pagare di più. Questo incremento porterà i produttori di acciaio a vendere agli stessi che offrono di più e con più acciaio che viene venduto l’offerta intercetterà la domanda. A questo punto il meccanismo di autoregolazione entra in gioco, perché con un equilibrio tra offerta e domanda i prezzi si abbasseranno e si tornerà a una situazione di normalità.
 
Il sentimento di mercato
Oltre al rapporto tra domanda e offerta, un altro elemento importante è il sentimento di mercato. È quell’insieme di sensazioni che pervade il mercato e che lo può far passare da ottimista a pessimista. E viceversa. Se il sentimento è positivo e i mercati ritengono possibile realizzare buoni profitti, l’effetto traino si vedrà anche sull’economia reale, che verrà stimolata. La produzione aumenterà per incontrare la domanda e il mercato diventerà più liquido. Il circolo virtuoso verrà completato dai consumatori, che spenderanno di più e forniranno ulteriore spinta all’economia. Se però è negativo accade esattamente il contrario e si può assistere a un ciclo di restrizione.