Il mutuo viene definito come un contratto consensuale e oneroso, con il quale una parte (finanziatore) si obbliga a provvedere i mezzi finanziari all’altra parte (soggetto finanziato), che a sua volta si impegna a restituire le somme versate e a corrispondere gli interessi eventualmente pattuiti, ma anche a destinare queste somme a una specifica finalità. Di solito si tratta dell’acquisto di una casa.
 
L’interesse che si paga sul mutuo può essere semplice o composto. È semplice se gli interessi non producono interesse: il capitale fruttifero rimane invariato qualunque sia la durata dell’impegno. È composto quando gli interessi si sommano al capitale per produrre interesse a loro volta.
 
I tassi di interesse più applicati sono fissi o variabili. Ma esistono anche i mutui a tasso misto, quelli a tasso capped rate e a tasso bilanciato.
 
I mutui a tasso fisso sono quelli in cui il tasso di interesse non varia durante la durata del prestito. Quelli a tasso variabile hanno invece un tasso di interesse che varia in base ad alcuni parametri, come i tassi monetari o finanziari. Ai parametri base viene applicato uno spread che costituisce il rendimento della banca che concede il mutuo.
 
Si ha il tasso misto quando durante la durata del mutuo è possibile modificare, in base alle condizioni stabilite nel contratto, il tipo di tasso applicato inizialmente. Il tasso capped rate (CAP) è un tasso variabile con un tetto massimo stabilito in precedenza oltre il quale il tasso di interesse non può mai salire. Il tasso bilanciato è composto da una parte a tasso fisso e una a tasso variabile con mix differenti.
 
Gli interessi di mora, infine, sono quelli che consentono di risarcire il creditore per il danno che deriva dal pagamento ritardato della rata da parte del debitore rispetto alla scadenza fissata. Questi interessi, in genere, sono stabiliti per iscritti, determinati in misura superiore tra il 2 e il 4% rispetto al tasso pattuito per il finanziamento.