C’è il mercato che conosciamo tutti. Anzi i mercati. E si tratta di contesti internazionali, con le loro regole e le loro normative, i loro istituti di vigilanza e i loro standard per le contrattazioni. E poi ci sono i mercati over the counter. In questo caso le operazioni di compravendita di strumenti derivati avvengono fuori dalle piattaforme ufficiali. Si tratta di derivati over the counter (OTC) e queste contrattazioni vengono condotte direttamente da chi acquista e chi vende, senzla mediazione di un soggetto terzo che faccia da arbitro e garante. Quindi con meno trasparenza.
 
Si tratta, come al mercato
Partiamo dal presupposto che non esistono quotazioni ufficiali dei titoli da scambiare. Gli operatori qualificati a comprare e vendere asset trattano su piattaforme dedicate. Non tutti possono agire in un simile contesto: questi attori sono investitori istituzionali come Sim, istituti finanziari, fondi d’investimento o banche e quindi effettuano transazioni all’ingrosso. Le contrattazioni stesse funzionano proprio come in alcuni mercati mediorientali: si avvia una trattativa tra chi vuole acquistare e chi vuole comprare (per telefono o via web) e ci si accorda sul prezzo finale.
 
Come avvengono le transazioni
Una volta entrati nella piattaforma dedicata, gli operatori pubblicano una pagina web dove collocano i titoli che posseggono o che sono interessati a comprare e le rispettive quotazioni che ne danno, quindi sia che vogliano vendere sia che vogliano acquistare. A questo punto la posizione dell’operatore è nota a tutti gli altri soggetti presenti su questa piattaforma e possono partire le negoziazioni per trovare un punto d’incontro e chiudere gli accordi.
 
Fino a che punto sono dei mercati non regolamentati?
In realtà in Europa sono stati mossi dei passi importanti per regolamentare il mercato dei contratti derivati, principalmente attraverso il regolamento EMIR.  In vigore da tre anni, fissa l’obbligo di una controparte centrale (CCP) che faccia da mediatore e quindi abbassi il rischio per determinate categorie di derivati over the counter (come i derivati sui tassi di interesse, i derivati di credito e i derivati sulle valute). Il processo per validare questa norma non è ancora stato ufficializzato ma pare a buon punto. Il regolamento EMIR ha previsto anche l’impiego di pratiche di mitigazione del rischio per i derivati OTC che non hanno obbligo di conciliazione tramite CCP, come per esempio un’operazione di mark to market giornaliera. Infine, il terzo aspetto introdotto da EMIR è la segnalazione al repertorio dati delle informazioni sulla stipula o sulla conclusione di un contratto derivato. Come si può vedere, la volontà di rendere anche questo mercato più trasparente e sicuro c’è.