Distinguersi dagli altri, essere innovativi, competenti e – soprattutto – visibili. Per i promotori finanziari fare personal branding nella grande e variegata piazza della Rete è una necessità, oltre che un’opportunità. Ma bisogna saperla sfruttare. Dipende anche dal modo in cui un promotore comunica se stesso e il proprio lavoro, se i clienti decidono di affidare a lui le proprie finanze. Internet e i social network sono il luogo ideale per affermarsi. Ecco le cinque cose a cui prestare attenzione:
 
Google
Avete mai provato a cercare su Google il vostro nome? Se una volta digitati nome e cognome non compare nulla che rimandi al vostro lavoro, qualcosa non va. Non essere visibili è come non esistere. Se compare qualcosa, in teoria dovrebbe essere il meglio che potete offrire. Google è una vetrina: se non viene fuori niente di interessante, il cliente passerà a un altro nome. Perché dovrebbe fidarsi di un promotore di cui non riesce ad avere informazioni? Il modo migliore per comunicare il proprio lavoro è gestire adeguatamente la propria digital e social presence e valutare, eventualmente, anche l'opportunità di aprire un proprio sito o blog, curandone l’indicizzazione.
 
LinkedIn
Il secondo comandamento si chiama LinkedIn. È il social network professionale per eccellenza. Per ottimizzare il profilo ed evitare di uniformarsi, non basta caricare il proprio curriculum vitae. Serve curarlo e tenerlo in vita, magari postando i contenuti del proprio blog o di altri siti di finanza. Una buona idea è partecipare anche ai gruppi di discussione sui temi che più hanno a che fare con il vostro lavoro e ai quali potrebbero partecipare anche potenziali clienti.
 
Questione di immagine
Anche una bella foto professionale, che esprima la vostra personalità anche se siete in giacca e cravatta, fa la differenza su LinkedIn. E ricordate: meglio un primo piano o un piano americano. Riservate le foto che appartengono alla vita privata ad altri social come Facebook.
 
Facebook
Non sempre ne viene fatto un buon uso: capitano casi in cui sono visibili a tutti sia le foto di una festa privata, sia quelle di una convegno di alta finanza. Gli esperti di personal branding consigliano di separare la sfera personale da quella lavorativa.
Per l’ambito professionale, inoltre, l’ideale sarebbe creare una pagina Facebook dedicata.
Se, invece, si sceglie di usare un semplice profilo personale, bisogna fare attenzione alle impostazioni della privacy, ricordando di segmentare il pubblico in gruppi e di rendere visibili a tutti solo le informazioni che non ledono l’immagine professionale. 
 
Occhio ai contenuti
Una volta che la forma è curata, è il momento di pensare ai contenuti: per essere percepito come un professionista credibile e autorevole a cui affidare le proprie finanze, serve comunicare in maniera efficace in quali ambiti si è esperti, come si svolge il proprio lavoro, cosa vi differenzia rispetto ai competitor e soprattutto perché un cliente dovrebbe scegliere voi e non un altro. La soluzione ideale, come già detto, è un blog in cui si comunicano le proprie conoscenze e le proprie opinioni. Ma solo se si hanno tempo ed energie da dedicarvi. Un blog sciatto, poco curato e poco aggiornato può essere solo dannoso.
Un'alternativa intelligente, e più semplice da gestire, è imparare l’arte della “content curation”, che consiste nel selezionare le fonti e i contenuti migliori prodotti da terzi, riproponendoli sui propri canali e arricchendoli con il proprio punto di vista. I contenuti condivisi possono rivelare molto sulla propria capacità di tenersi aggiornati e sul livello di esperienza nel proprio settore.