Secondo alcuni può essere il nuovo venture capitalism. Soltanto che nel caso dell’impact investing, oltre ad essere un ottimo modo per differenziare i propri investimenti, attrae i grandi capitali per un altro motivo: ha un effettivo impatto sulle realtà sociali più svantaggiate. In un colpo solo si può supportare finanziariamente progetti che permettono di avere un interessante ritorno economico e che per di più possono creare nuovo lavoro, migliorare i servizi pubblici, rendere più sicure le città, diminuire l’inquinamento. L’utile che si unisce al dilettevole e che migliora la nostra vita dal punto di vista sociale e ambientale.

La terra di nessuno che attrae capitali
 
Al momento quella dell’impact investing è a tutti gli effetti una terra di nessuno: mancano gli investimenti statali e delle imprese private, che ragionano in termini più “classici” e quindi evitano di accollarsi questo genere di rischio. Proprio perché c’è molto spazio di manovra, questo territorio significa potenziale alta redditività per chi vuole puntare qualche fiches.
A corroborare questa tesi c’è un report della Social Impact Investment Taskforce  voluta dal Primo Ministro Britannico David Cameron durante la presidenza del Regno Unito del G8 nel 2013. Di questo gruppo fecero parte anche gli italiani Giovanna Melandri, Mario Calderini e Mario Latorre. I risvolti positivi evidenziati da questo gruppo di lavoro sono diversi. Gli investimenti di impatto sociale o ambientale non danno guadagni immediati, ma hanno interessanti ritorni sul lungo periodo. Sono incentivati fiscalmente dai governi e nel caso delle PMI aprono a grandi opportunità di collaborazione con grandi gruppi.
 
L’esempio degli Stati Uniti
Dallo Stato di New York ci arriva un’ottima dimostrazione di impact investing: nel 2013 il governatore Andrew Cuomo ha lanciato un “social impact bond insieme a Social Finance e Bank of America Merrill Lynch con l’obiettivo di ridurre il grande problema della criminalità nella città di New York attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro. I 13,5 milioni di dollari raccolti con questa operazione sono stati destinati al Center for Employment Opportunities, il centro per le opportunità lavorative della metropoli. Il ritorno degli investitori sarà del 12,5% su quanto hanno versato se il Centro riuscirà a centrare il proprio obiettivo di riduzione della recidività dei criminali. Come dicono in America, la scommessa è win-win: vincono tutti.