Il mondo degli investimenti non è un far west, ma spesso si rivela più complesso di quanto possa sembrare. Non a caso le persone più accorte si affidano a professionisti per evitare di perdere i propri risparmi con manovre folli e insensate. Il "fai da te" paga di rado. Certo, una minima parte di rischio esiste sempre quando si acquistano azioni, obbligazioni, derivati e prodotti finanziari di vario genere. Anche quando si seguono i consigli di un esperto. Ma saper leggere i mercati e avere le idee chiare può aiutare a ridurre questi rischi. Ecco, per cominciare, tre errori (piuttosto comuni) da non commettere: 

  1. Pensare che gli investimenti funzionino come le puntate del casinò
Non state giocando a poker o a blackjack e non diventerete Warren Buffett o Bill Gross nel giro di un paio di settimane. Quindi mettetevi il cuore in pace, perché non siete seduti al tavolo verde: la quantità delle vostre “puntate” non farà aumentare la qualità dei vostri investimenti. Anzi, semmai è probabile il contrario. Quindi niente iperattività per cambiare la struttura del portafoglio in base alle notizie che sentite ogni giorno su un’azienda o su un Paese. Non affidatevi alle sensazioni o a quelle che ritenete essere informazioni riservate solo a voi. Non potete conoscere tutte le dinamiche che vanno a comporre un certo contesto economico, né tantomeno prevedere quali cause scateneranno determinati effetti.  Oltretutto, continui cambi di direzione nella vostra strategia comportano aumento delle commissioni di gestione o dei costi di transazione per la compravendita degli asset.
 
  1. Mai sottovalutare l’importanza della diversificazione
Creare un portafoglio con il giusto peso di correlazione e diversificazione è fondamentale per evitare sorprese negative. Acquistare soltanto pochi titoli aumenta la propria vulnerabilità: le oscillazioni del mercato faranno il bello e il cattivo tempo e può capitare che i vostri titoli perdano il 10% in una sola seduta. È quindi necessario diversificare, ma va fatto in modo intelligente: è consigliabile farlo sia in senso settoriale che geografico. Puntare su diversi comparti consente di evitare che la ciclicità di certi settori danneggi il proprio portafoglio. Investire in Paesi o imprese troppo legate a un certo Stato può esporre a rischi legati a quell’economia, per questo è meglio variare. In alternativa si può diversificare anche attraverso i fondi comuni.
  1. Essere impazienti

Fare trading è complesso e serve pazienza. Quindi non prendete tutto quello che avete sul conto per investirlo, ma scegliete una certa percentuale dei vostri risparmi e non fatevi prendere dall’ansia di continuare a cambiare: quando avete deciso di mettere in atto una strategia portatela fino in fondo, soprattutto sull’orizzonte temporale. Se vedete che uno dei vostri asset sta perdendo il 7%-8% e girano pessime notizie, non correte a vendere. Aspettate.  Anche fare troppo affidamento alle notizie che girano ogni giorno su mass-media e social network può essere pericoloso. Gli economisti stessi commettono grandi errori di valutazione, non sono degli oracoli e non vanno trattati come tali. È l’ottica di medio-lungo periodo quella che più spesso paga.