Nella vita come nella finanza, il successo è spesso una questione di equilibrio. A questo serve l'asset allocation: scegliere gli investimenti bilanciando rischio e rendimento.
 
L'espressione significa letteralmente “allocazione delle risorse”. È qualcosa più di un processo: è un approccio, che mira a diversificare il portafoglio puntando allo stesso tempo su classi d'investimento anche molto distanti e non correlate tra di esse. La scelta si può indirizzare quindi su attività finanziarie (come azioni, obbligazioni e liquidità) e attività reali (è il caso, ad esempio, degli immobili o dell'oro).
 
Essendo un approccio complesso, l'asset allocation ha bisogno di un'approfondita conoscenza dei mercati, in modo tale da cucire addosso al singolo investitore la strategia più conforme alle sue esigenze. Il punto di partenza, quindi, è sempre l'investitore: tutto si definisce sulla base dei suoi obiettivi e dell'orizzonte temporale prescelto. Solo dopo aver concordato le basi dell'allocazione, il gestore scandaglierà il mercato per scovare le opportunità capaci di generare i ritorni migliori in relazione al rischio e alle aspettative dell'investitore.
 
È proprio l'orizzonte temporale a determinare i diversi approcci dell'asset allocation: strategico, con investimenti che guardano al medio-lungo termine; tattico, di breve termine e più attenta alla contingenza del mercato; dinamico, di orizzonte ancora più prossimo.